“OGNI VOLTA CHE AVETE FATTO QUESTE COSE A UNO SOLO DI QUESTI MIEI FRATELLI PIU' PICCOLI, L'AVETE FATTO A ME”. (GESU' CRISTO)





Attenzione alle date dei post!

Controllate la data di inserimento del post: se cercate un evento del 2011 è difficile che sia stato postato nel 2010 e probabilmente è un evento simile a quello che cercate ma già svolto nel 2010. Questo blog non ha fini di lucro e noi non siamo infallibili, ma vogliamo solo far conoscere buone iniziative a cui partecipare.
Siate buoni ma con prudenza! :)
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domenica 6 ottobre 2013

Mons. Mario Toso: Non ci può essere vera pace e armonia se non lavoriamo per una società più giusta e solidale

“Non ci può essere vera pace e armonia se non lavoriamo per una società più giusta e solidale, se non superiamo egoismi, individualismi, interessi di gruppo e questo a tutti i livelli”. Sono le parole di Papa Francesco, ieri ai partecipanti alle Giornate per il 50.mo della Pacem in terris, l‘Enciclica con cui l’11 aprile del 1963 il Beato Giovanni XXIII lanciò un drammatico e accorato appello di pace, proprio quando ormai si era “sull’orlo di un conflitto atomico mondiale”. Ebbene, ha aggiunto il Santo Padre, “il richiamo della Pacem in terris rimane fortemente attuale”. Sul valore storico dell’Enciclica, Antonella Palermo ha intervistato mons. Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace:
R. - E’ quello di essere una pietra miliare della riflessione sulla pace. Con la Pacem in terris si ha la presentazione di una nuova concezione della pace. La tradizione pensava alla pace in negativo, come assenza di guerra; la mentalità era: “Se vuoi la pace, prepara la guerra”. Il Beato Papa Giovanni XXIII, Santo a breve, insegna a riflettere e ad agire, rispetto alla pace, in positivo: a partire dalla pace. Se vuoi la pace, costruisci la pace. E questa non è un’utopia astratta, meramente immaginaria, senza fondamento nella realtà. E’ anzitutto un’esperienza profonda di ogni essere umano e della società. E’ desiderio innato, insopprimibile aspirazione del cuore umano, dei popoli. In definitiva, il valore storico della Pacem in terris è quello di presentare un’utopia in cammino, che convochi le persone alla realizzazione comunitaria del bene comune, alla speranza.
D. – Quale aspetto contenuto in questa Enciclica è oggi più urgente mettere in pratica, perché disatteso finora, ovvero non ancora adeguatamente recepito dalle società civili, dai governanti delle Nazioni, dai leader dei Paesi più sviluppati?
R. – In un contesto internazionale, ma anche europeo, in cui lo stato di diritto si sta frantumando perché si giunge a codificare spesso l’arbitrio, l’aspetto oggi più urgente appare essere quello del radicamento dei diritti e dei doveri, considerati simultaneamente, nell’integralità della persona umana, nella sua coscienza, prima ancora che sul pur necessario consenso sociale. Solo il collegamento dei diritti e dei doveri con l’ordo ad Deum, riconosciuto e specificato nelle scelte, garantisce ad essi esigibilità e cogenza certe, riservando e promuovendo lo stato di diritto, lo ius internationale, la cittadinanza universale.
D. – Il digiuno e la veglia di preghiera per la pace in Medio Oriente e in Siria, voluti da Papa Francesco, che così grande adesione hanno riscontrato in varie parti del mondo, secondo lei hanno inciso sul raffreddamento dei venti di guerra paventati nella regione?
R. – E’ un fatto che l’iniziativa di Papa Francesco ha avuto grande eco, capacità di mobilitazione e ha ridestato l’attività diplomatica che appariva sopita e rinunciataria. La diplomazia e la politica sono tornate ad operare con più determinazione al servizio del bene e della pace, a intercettare l’anelito profondo di tutti alla pace. L’azione eminentemente religiosa di Papa Francesco è apparsa come paradigma anche per l’azione della politica, il cui compito specifico è quello di vivere in comunione con il sentire e con l’aspirazione più intrinseci dell’anima della gente. Vi è stato chi ha proposto la candidatura di Papa Francesco al Premio Nobel per la pace; altri hanno scritto che Papa Francesco ha fatto arrossire la politica. Sicuramente, Papa Francesco ha sollecitato tutti all’alta e nobile arte della costruzione della pace.
D. – In riferimento, ancora, alla situazione siriana: quanto è effettivamente rassicurante, sul piano internazionale, la recente risoluzione Onu sullo smantellamento dell’arsenale chimico?
R. – La misura della sicurezza, garantita dalla recente risoluzione Onu, è data dal coinvolgimento non di un privato o di un singolo Stato, ma di un’entità istituzionale sovrannazionale che, nonostante tutti i limiti intrinseci che conosciamo bene, rappresenta sempre un ‘form’ di responsabilità a raggio mondiale. Il fatto che l’Onu stessa si renda garante dello smantellamento dell’arsenale di armi chimiche in Siria, offre al mondo un numero maggiore di ragioni rispetto alla sicurezza.
D. – La ripresa del dialogo Usa-Iran, secondo lei, quanto sarà capace di aprire nuovi scenari nello sblocco dei nodi politici in Medio Oriente?
R. – In base alla sua effettiva attuazione. Un dialogo sincero ed efficace Usa-Iran potrebbe rappresentare una causa esemplare o il fermento per altri dialoghi di pace, altrettanto fruttuosi, nello scacchiere della regione mediorientale.

fonte news.va

Mons. Mario Toso è l'attuale Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, un organismo della Chiesa che avrà come scopo di stimolare la comunità dei cattolici a promuovere lo sviluppo delle regioni bisognose e la giustizia sociale tra le nazioni. sito ufficiale

martedì 3 aprile 2012

Morti 94 embrioni per un danneggiamento delle apparecchiature di accoglienza


La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, ha commentato la notizia della morte dei 94 embrioni congelati al S. Filippo Neri di Roma:

"Esprimiamo la nostra vicinanza ai genitori che oggi hanno subito la morte dei loro piccoli e li invitiamo a richiederne la salma per il seppellimento, legalmente possibile in virtù dell'art. 7 del dpr 285/1990."




fonte zenit.org



lunedì 12 marzo 2012

L'acqua è un bene essenziale che va' tutelato e condiviso

UNA GOVERNANCE MONDIALE PER L'ACCESSO ALL'ACQUA


La proposta della Santa Sede al VI Forum Mondiale di Marsiglia


CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 12 marzo 2012 (ZENIT.org) – Per risolvere il problema dell’accesso all’acqua nel mondo è opportuna una governance che possa garantire questo diritto. Lo afferma un documento della Santa Sede, presentato stamattina in apertura del VI Forum Mondiale dell’Acqua in corso a Marsiglia da oggi fino al 7 marzo.

I Forum Mondiali dell’Acqua, organizzati ogni tre anni dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, radunano soggetti privati, statali ed esponenti del mondo associativo per analizzare e sviluppare una visione di lungo periodo su tale risorsa indispensabile.

Il documento, elaborato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha elaborato un documento, è intitolato: Acqua, un elemento essenziale per la vita. Impostare soluzioni efficaci.
Prendendo atto che circa un miliardo di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile e che il fabbisogno idrico aumenterà del 55% nei prossimi 38 anni, Il Pontificio Consiglio auspica una “migliore gestione” dalla risorsa da parte del settore pubblico e privato e della società civile.

Il “principio di giustizia”, prosegue il documento pontificio, nei suoi aspetti “commutativi, distributivi e contributivi” deve garantire il diritto all’accesso all’acqua ed “aiutare a individuare i danni causati” a questo bene e a “proporre possibili riparazioni o sanzioni”.

La governance suggerita dalla Santa Sede avrà dunque, tra gli obiettivi, quello di “garantire il primato della politica, responsabile del bene comune, sull'economia e la finanza”, per ciò che riguarda la fruizione dell’acqua.

Per la sua natura l’acqua, ha spiegato il segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, monsignor Mario Toso, in un’intervista alla Radio Vaticana, “non può essere trattata come una merce tra le altre, il suo uso deve essere razionale e solidale”.

Mettere in piedi una governance , ha spiegato il presule, implica “un’opera di monitoraggio degli Stati rispetto agli impegni assunti, il potenziamento della cooperazione sul piano scientifico tecnologico, manageriale”, senza escludere “corti di giustizia abilitate alla ricezione di reclami” e il “potenziamento dell’Unep, l’agenzia Onu per la protezione dell’ambiente”.

Va quindi superato l’“approccio mercantile” all’erogazione della risorsa e, in questo, il principio di sussidiarietà può dare il proprio contributo, poiché “è la società civile la prima responsabile dell’acqua, del bene comune che è l’acqua, o anche bene pubblico”, ha aggiunto monsignor Toso.

Anche quando vengano coinvolti dei privati, costoro vanno “vigilati, sorvegliati e orientati ad una gestione conforme alle esigenze del bene comune che è il bene di tutti”, ha poi concluso il segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace.

fonte zenit.org

sabato 11 febbraio 2012

Make a change: convertirsi al sociale

"Per il futuro immagino due strade: l’evoluzione di queste cooperative sociali che si aggregano e diventano consorzi e poi imprenditori e manager, provenienti dal profit, che decidono di convertirsi al business sociale." Andrea Rapaccini, fondatore di Make a change


Il concorso "IL PIU' BEL LAVORO DEL MONDO" , competizione per progetti di impresa (avvio o sviluppo) a scopo sociale sul territorio italiano. Dettagli e Guarda i Vincitore e i Finalisti del 2011.



martedì 31 gennaio 2012

Pensate a lui e non comprate prodotti cinesi


Premiamo chi non produce in Cina e non compriamo prodotti cinesi: non possiamo far finta di non sapere della legge del figlio unico, dei sacerdoti e dei vescovi rapiti, torturati e imprigionati, dei materiali scadenti e tossici usati nei prodotti, della manodopera sfruttata, della mancanza di libertà di stampa e di opinione, della protesta tibetana soffocata nel sangue.

Gli altri sacerdoti scomparsi
Mons. Giacomo Su Zhimin
Mons. Cosma Shi Enxiang
Mons. Wu Qinjing
P. Giuseppe Lu Genjun
P. Zhang Jianlin
P. Cui Tai
P. Liu Honggen
P. Ma Wuyong
P. Wang Chengli
P. Wang Hu



venerdì 13 gennaio 2012

Benedetto XVI sulla crisi economica 2012

agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede: Ritorno alle regole etiche che permettano a tutti di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio della collettività.

Rinnovo della richiesta a non ostacolare la libertà di religione con la violenza.

alle autorità civile del Lazio: Il bene comune prima dell'individualismo.

giovedì 29 dicembre 2011

lunedì 5 dicembre 2011

Pietra del dolore, perdono di vetro

C'è un'opera di uno scultore della Slovacchia sta facendo il giro del mondo.
E' un'opera eretta al bambino mai nato che consola sua madre. L'articolo che lo accompagna è in spagnolo, mi ha colpito per la delicatezza e allo stesso tempo la verità con cui tratta la questione dell'aborto.
Ci sarebbero tanti aborti se ciò che fa' nascere una relazione intima fra uomo e donna fosse vero amore? Può essere innamorato chi è incapace di un si definitivo? Può essere un buon marito e un buon padre / moglie e madre chi non sa badare a se stesso/a? Perchè separiamo amore e felicità?

L'opera e l'articolo (in spagnolo ma comprensibile o ci viene in aiuto il Google traduttore)

fonte catholic.net

lunedì 21 novembre 2011

I COMANDAMENTI PER L’AMBIENTE

Il Papa parla del rispetto dell'ambiente

Rispetta l'ambiente chi ne riconosce il dono


fonte zenit.org


Kumi Naidoo, Direttore esecutivo di Greenpeace International, a Parla con me (Rai Tre)

Greenpeace pubblica l' Ecoguida dei produttori di elettronica: chi si impegna nel rispetto dell'ambiente e dei lavoratori

Conosci Greenpeace? Puoi aiutarli con una donazione volontaria?

(intervista maggio 2011)

mercoledì 7 settembre 2011

Usare i propri talenti per costruire...

Il presidente della Compagnia delle Opere, Bernhard Scholz, così descriveva il problema etico della nostra società: “Lo scopo dell’economia è lo scambio di beni e servizi in modo tale che ognuno possa avere quello di cui ha bisogno per vivere. Per questo il profitto è uno strumento. Invece il profitto è diventato uno scopo. Il problema morale è un problema culturale e comunque è un problema educativo”.

Diceva ancora Scholz, spiegando da quale certezza si può ripartire oggi: “La certezza che i talenti e le risorse che ti sono messe a disposizione ti sono date per costruire. Anche se le condizioni sono sfavorevoli noi dobbiamo avere la certezza che la vita è data per costruire e che le condizioni vanno affrontate per quello che sono. Io non posso farmi definire nelle mie certezze dalle condizioni nelle quali vivo. Qualsiasi difficoltà nella storia è stata superata con questa certezza. Quando questa certezza è venuta meno le culture sono cadute e non sono più state in grado di generare”.

A tenere ancora insieme questo paese sono quelli che nel loro lavoro, nella realizzazione della famiglia, nell’educazione dei figli non si fanno definire dalle condizioni esterne: dalla corruzione dominante, dal carrierismo trionfante, dal diffondersi delle scorciatoie al successo, da un potere che pretende perfino di ridefinire il concetto di famiglia e di indottrinare i bambini. Se c’è una speranza di futuro per il nostro paese – ma possiamo dire per l’Europa tutta – è in questa Italia, che non è né migliore né peggiore: è semplicemente gente che vuole usare i propri talenti per costruire, cioè per diventare uomini veri.

Che almeno la politica e il sindacato non impediscano anche questo.

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fonte laBussolaQuotidiana

giovedì 17 marzo 2011

Norma McCorvey: La donna che portò l’aborto legale negli USA è oggi cattolica e paladina pro-life

«Ero seduta in un ufficio, quando ho notata un poster con uno sviluppo fetale. La crescita del feto era così evidente, gli occhi erano così dolci. Il mio cuore mi faceva male solo a guardali. Sono corsa fuori dalla stanza e mi sono detta: “Norma, hanno ragione”. Qualcosa in quel poster mi ha fatto perdere il respiro, continuavo a vedere l’immagine di quel piccolo embrione di 10 settimane, e non ho potuto non dire: “questo è un bambino”. E’ come se un paraocchi mi fosse caduto gli occhi, ho capito subito la verità: è un bambino! Mi sentivo schiacciata sotto la verità di questa realizzazione. Ho dovuto affrontare una realtà terribile: l’aborto non si trattava di un “prodotto del concepimento” o di “periodo mancato”. Si trattava di bambini uccisi nel grembo della madre. In tutti quegli anni mi ero sbagliata. Tutto il mio lavoro nelle cliniche abortiste era sbagliato. Divenne chiaro, dolorosamente chiaro» fonte uccr

martedì 1 febbraio 2011

Il testamento biologico

clicca sull'immagine per leggere l'articolo.

fonte: parte di un articolo tratto da Panorama 27 gennaio 2011